Opel Astra F: 35 anni della compatta multimilionaria che anticipò il futuro

Pubblicato il

Un bilancio a 35 anni dal debutto

Nel 1991 la Opel presentò la settima generazione della sua compatta, ribattezzata Astra: la Astra F. Tra il 1991 e il 1997 Opel ne ha costruite circa 4,13 milioni di unità, rendendola finora il modello più venduto del marchio. La vettura si impose all’epoca per l’attenzione a sicurezza, spazio abitabile e compatibilità ambientale, elementi che la resero molto apprezzata dai clienti degli anni ’90.

Design, spaziosità ed efficienza

Rispetto alla predecessora Kadett E, l’Astra F offriva maggiore abitabilità pur mantenendo dimensioni esterne simili: il parabrezza fu avanzato di 74 millimetri e lo spazio per testa e ginocchia aumentò fino a 50 millimetri. L’attenzione all’aerodinamica permise di ottenere un coefficiente di resistenza inferiore a 0,30 cD, contribuendo all’efficienza complessiva del progetto.

Sicurezza e materiali riciclati

L’Astra F diede rilievo alla sicurezza passiva: il pacchetto includeva barre in acciaio nelle porte per protezione laterale, sedili con supporto per limitare lo scivolamento sotto la cintura e tenditori anteriori delle cinture. Nel 1994 gli airbag frontali per conducente e passeggero diventarono di serie. Sul fronte ambientale, molte parti dell’abitacolo (cruscotto, rivestimenti, sedili, console centrale) furono realizzate in polipropilene con un processo di riciclo sviluppato da Opel; anche supporti paraurti e passaruota impiegavano materiali riciclati.

Opel Astra F: 35 anni della compatta multimilionaria che anticipò il futuro

Tecnologie e “prime” nel segmento

L’Astra F introdusse soluzioni innovative per la categoria: il Multi Info Display posizionato nella parte alta della console univa informazioni di radio e computer di bordo nel campo visivo del guidatore; il Clean Air System filtrava polline, polvere e particelle; la versione sportiva GSi 16V fu la prima Astra dotata di controllo elettronico della trazione nel suo segmento.

Gamma, allestimenti e carrozzerie

Al lancio (autunno 1991) la gamma comprendeva la hatchback a cinque porte, la Caravan station wagon a cinque porte e la sportiva GSi, quest’ultima proposta esclusivamente come tre porte. La GSi offriva motori 2.0 con potenze fino a 110 kW (150 CV) sulla variante 16V. Nel 1992 arrivò la notchback a quattro porte e nel 1993 la cabriolet prodotta da Bertone. I propulsori comprendevano unità benzina da 1.4, 1.6, 1.8 e 2.0 litri con catalizzatore a tre vie e un diesel 1.7 con catalizzatore di ossidazione.

Motorsport ed esperimenti con la trazione elettrica

La piattaforma dell’Astra F si rivelò valida anche in pista: Opel vinse il campionato costruttori nella prima stagione della FIA Cup for Manufacturers of Touring Cars (2 litri) nel 1993 e, nel 1997, una Astra GSi 16V si impose nel Gruppo N alla Veedol Endurance Cup sul Nürburgring.

Parallelamente, l’Astra F fu impiegata nelle prime sperimentazioni di mobilità elettrica di Opel: l’Impuls III era una versione totalmente elettrica della vettura. Tra il 1993 e il 1997 furono realizzati dieci prototipi dotati di batterie nichel-cadmio (45 kW) o a cloruro di sodio-nichel (42 kW) e di un motore asincrono trifase; la velocità massima dichiarata era 120 km/h e l’autonomia fino a 150 km. I test su scala urbana proseguirono poi tra il 1997 e il 1999 in città come Aquisgrana, Maastricht e Liegi.

Un’eredità ancora visibile nella nuova Astra

Secondo il materiale ufficiale Opel, molte delle scelte tecniche e degli obiettivi che caratterizzarono l’Astra F — sicurezza, abitabilità e attenzione all’ambiente — trovano oggi continuità nella gamma contemporanea della Astra, che propone un’ampia scelta di motorizzazioni e tecnologie orientate all’efficienza e al comfort.

DOMANDA

Quanti esemplari di Opel Astra F sono stati prodotti e in che periodo?

DOMANDA

Quali innovazioni tecniche ha introdotto l’Astra F nel segmento compatto?

DOMANDA

Che cos’era l’Opel Astra Impuls III e cosa hanno dimostrato i test?

Spina Rosario

Lascia un commento

Torna in alto