Dalla BMW arriva il Dynamic Performance Control

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Al BMW Test Centre di Arjeplog, in Svezia, si stanno svolgendo le prove della prossima innvoazione tecnologica e motoristica della casa automobilistica bavarese. Stiamo parlando del Dynamic Performance Control, un dispositivo meccanico assistito dall’elettronica il cui scopo è quello di migliorare la guidabilità del veicolo in curva e nei transitori e ottimizzare la fedeltà delle traiettorie, trasmettendo nel contempo al guidatore il massimo feeling per esaltare il piacere di guida.

 Questo strumento consiste tecnicamente in un particolare differenziale sull’assale psoteriore in grado di distribuire la coppia motrice alle due ruote in modo variabile e indipendente dalla coppia principale d’ingresso. Per ottenere questo risultato sono stati accoppiati al classico differenziale con coppia conica, due riduttori epicicloidali controllati da frizioni multidisco comandate elettronicamente da dispositivi programmati.

Dal punto di vista meccanico la differenza di coppia teorica massima che si può stabilire tra i due semiassi ammonta a 1.800 Nm, anche in rilascio oppure a frizione disinnestata. Poter distribuire le forze sulle ruote posteriori in maniera così differenziata a seconda delle condizioni di marcia apporta notevoli benefici alla trazione ed alla stabilità del veicolo.

Durante la marcia in rettilineo il DPC si comporta come un normale differenziale libero, unica differenza i piccoli maggiori attriti interni dovuti ai cuscinetti e alle guarnizioni supplementari. In curva il DPC apporta maggior coppia alla ruota esterna con l’effetto di migliorare l’inserimento e la stabilità durante la percorrenza della traiettoria; il sistema è in grado di reagire con prontezza e precisione in tempi dell’ordine dei 100 ms per raggiungere il massimo effetto tramite gli attuatori sui gruppi planetari.

La mappatura di comando tiene conto dei parametri forniti da vari sensori a bordo del veicolo, come angolo e velocità di imbardata, velocità in direzione tangente alla traiettoria, angolo di sterzo, coppia motrice erogata. Si riesce in tal modo a generare all’occasione una coppia di imbardata favorevole alla dinamica di marcia.

Rispetto ad un convenzionale differenziale a slittamento limitato (autobloccante) il DPC lavora pure in rilascio o addirittura con frizione disinnestata. Ai fini della massima sicurezza ed affidabilità del sistema due circuiti ridondanti di controllo si confrontano continuamente: in caso di avaria la distribuzione variabile delle coppie viene disattivata ed il differenziale si comporta come una unità convenzionale.

Il differenziale con sistema DPC è accoppiabile sia alla trazione posteriore sia alla trazione integrale XDrive, massimizzando i vantaggi delle due soluzioni e riducendo ulteriormente la tendenza al sottosterzo. I test vengono attualmente eseguiti appunto su di una 530xi.

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