Proroga di 24 ore: cosa è successo
Il taglio delle accise sul diesel, pari a 17 centesimi al litro, non è scaduto il 25 agosto come previsto: il governo ha deciso una proroga di un solo giorno, estendendo lo sconto fino al 26 agosto. Il decreto sulle accise mobili è stato firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nel corso del weekend del controesodo.
Le coperture e l’impatto sui prezzi
La proroga si regge su 20,8 milioni di euro di extra-gettito Iva e mantiene per un giorno in più lo sconto. I dati del ministero delle Imprese citati nel testo indicano che il diesel ha superato la soglia dei 2,20 euro al litro (media 2,203 €/l), mentre la benzina registra una media di 2,087 €/l: prezzi comunque elevati malgrado la misura temporanea.
Cosa cambia dal 27 agosto
Il nodo vero riguarda il giorno successivo: senza nuove risorse, dal 27 agosto lo sconto decadrebbe e i prezzi alla pompa tornerebbero a riflettere il pieno peso delle accise. Il governo sta valutando ulteriori interventi e intende chiedere margini di flessibilità all’Unione europea sul fronte energetico, ma ogni decisione resta legata alle coperture di bilancio disponibili. Il prossimo Consiglio dei ministri è fissato per il 3 settembre e al Tesoro si cerca spazio finanziario per eventuali nuovi rinnovi.
Le reazioni politiche
Le opposizioni hanno criticato la proroga di un solo giorno: la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha dichiarato che “le misure tampone non bastano più” e ha chiesto di “tassare subito gli extra-profitti delle società energetiche”. Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha ricordato la richiesta di interventi a favore dei più fragili e ha indicato, a titolo di stima, ingenti profitti accumulati dalle major energetiche in anni recenti. Raffaella Paita di Italia Viva ha definito la proroga di poche ore “un’insopportabile presa in giro”.
La partita europea sugli extra-profitti
Sul fronte comunitario, il governo italiano spinge per una tassa europea sugli extra-profitti delle compagnie petrolifere, rilanciando l’iniziativa che già vede Germania, Austria, Spagna e Portogallo tra i Paesi coinvolti e includendo anche la Polonia. La proposta italiana mira ad ampliare i criteri del 2022, prevedendo la tassazione anche degli utili incassati all’estero dalle multinazionali e regole comuni per evitare squilibri nel mercato unico. Il gruppo di sei Paesi ha chiesto alla Commissione di pubblicare i risultati dell’indagine sulle raffinerie in vista dell’Ecofin informale del 18-19 settembre, ma resta lo scoglio dell’unanimità necessaria per approvare una misura fiscale a livello UE.
Cosa significa per gli automobilisti
La proroga di un giorno offre un sollievo temporaneo per chi rientra dalle vacanze e fa pieno al ritorno, ma non elimina l’incertezza sulle settimane successive. Se non saranno reperite ulteriori risorse o non si raggiungeranno accordi europei, i consumatori potrebbero trovarsi presto ad affrontare prezzi alla pompa più elevati.
DOMANDA
Fino a quando vale lo sconto sulle accise del diesel?
DOMANDA
Cosa chiedono le opposizioni e qual è la strategia del governo?
